giovedì 29 aprile 2010

dopo lucca 2009



La mia ultima visita in quel di Lucca è stata fatale. Sono tornato ubriaco di inchiostro di china, chiedendomi perché fossi ancora dalla parte sbagliata di quei cacchio di tavoli, dietro i quali i disegnatori riempiono di dediche frontespizi e fogli a4.
La risposta naturalmente è che nella vita ho fatto tutt'altro.
Non essendomi mai messo PROFESSIONALMENTE alla prova nel campo del fumetto, ma avendo limitato la mia attività alla visione di pochi intimi, posso beatamente concedermi il lusso di pensare che se ci avessi provato a 20 anni, a quest'ora sarei un big! Bhè, è probabile naturalmente che non sia vero, ma è una piccola presunzione che mi concedo di tanto in tanto, prima di tornare sulla terra, tra i miei limiti.
In attesa di nascere una seconda volta per dare a me stesso l'occasione di una messa a punto, avrei disegnato anche io una storia. Tanto per sentirmi un po' disegnatore pure io. Non si può mica passare la vita a disegnare planimetrie e cessi! Macchè: io voglio disegnare le donne! Voglio disegnare gambe lunghe e volti sorridenti incorniciati da chiome elaborate!
Ragazze con la pistola! Ragazze senza la pistola! Ragazze in lingerie! Ragazze in pericolo! Ragazze ignude ma anche vestite (poco). E' una visione assai riduttiva del fumetto, devo riconoscerlo. Ma chi se ne frega? Tanto, chi ci vede?
Voglio iniziare la mia giornata di lavoro temperando la matita e stendendo sul tavolo un foglio bianco.
Mentre tornavo da Lucca, nel silenzio dell'autostrada, pensavo: disegnerò la mia storia.
Cioè, non la mia storia personale. Una storia mia, intendevo.
Quale storia, e di che tipo?
Bhè, per il momento forse il modo più semplice per cominciare, ho pensato, è partire con una storia erotica. Perché 1) ne ho già in mente alcune; 2) è una cosa che ho sempre voluto fare; 3) (forse mi sbaglio) ma magari è più facile accedere come esordiente in riviste di questo tipo.
Così ho rispolverato tutta la roba che ho scritto dal medioevo ad oggi, edita ed inedita, e ho pescato una mia vecchia idea. Dopo le dovute messe a punto, avevo il mio soggetto.
Bene: la storia c'è. Foglio di carta, matita acuminata e via... a rotta di collo.
Mi viene male se penso che son passati sei mesi, praticamente. Però la storia c’è, il grosso è fatto. Pubblico qua solo la prima tavola, perché le altre sono troppo piccanti per metterle su un blog pubblico. Cioè, nemmeno tanto, ma... ma già nella seconda si vede il primo capezzolo, e poi i vestiti si riducono precipitosamente, in un poetico climax di espressioni gaudenti.
Certo che ce n’è voluto per arrivare a otto. Ora sto facendo le “chine” delle ultime, ma dopo sei mesi sinceramente l’entusiasmo è sceso. Sono qui che guardo tutte le mie matite già disegnate e ridisegnate mille volte (in sei mesi) e mi domando chi me l’abbia fatto fare.
Intediamoci: per fare quelle tavole non ci volgiono sei mesi. Non ce ne vuole nemmeno uno. Se avessi avuto la mano esercitata e sette-otto ore di più al giorno (purtroppo devo accontentarmi delle solite 24), avrei finito prima.
L'inizio è stato faticoso. Mi sono dovuto rendere conto che praticamente non disegnavo più NIENTE dal 2005! Quattro anni. Avevo dimenticato i trucchetti, i giochi di prestigio, il senso delle proporzioni, il senso della prospettiva, i titoli dei fumetti da cui copiare un occhio, una bocca, una mano. E' stato come ricominciare da zero. Ho buttato via una quantità di carta vergognosa, e nemmeno carta qualunque: cartoncino bristol. Finalmente, verso dicembre inoltrato, dopo settimane di incazzatura e tenacia, ecco le prime fisionomie accettabili, i primi volti coerenti.
Mi piacerebbe dire che mi sono divertito, ma sarebbe solo mezza verità: mi sono anche incazzato. Sul più bello mi toccava guardare l'orologio e scoprire che erano già le due di notte. Andare a letto perplesso e riprendere la matita il pomeriggio successivo.
Però è vero. La tenacia paga SEMPRE.
E il tutto senza avere la benché minima certezza che la rivista accetterà di pubblicarmela.




L’immagine che vedete è una bozza (per quanto riguarda i colori) ma la versione finale sarà qualcosa di molto simile a questa, credo.
Chi mi conosce avrà notato quanto siano simpatici i lineamenti di quello con codino.
* * *
Per chi fosse interessato alle pippe da disegnatore esordiente e perfezionista, ecco a voi la prima versione completa della medesima tavola, che era praticamente pronta il giorno prima di Natale. Non mi piaceva proprio.





Sì, grosso modo è quella. Ma il mio amico disegnatore di Roma mi ha giustamente fatto notare che la ragazza aveva il culo basso. Ho prontamente ridisegnato. La tecnica di colore, invece, è stata scartata perché troppo faticosa. Per fare quei panneggi bisognava grattare ore sulle tavoletta grafica, e il risultato mi piaceva solo fino ad un certo punto.
E' stato molto utile scoprire e leggere questo:
Una delle cose migliori che abbia letto ultimamente, una bel romanzo a fumetti da cui è stato tratto anche un ottimo film con Bruce Willis. (Trailer in fondo al post).
Da lì ho copiato l'idea degli sfondi graffiati e monocromatici, e delle pennellate di luce più abbozzate. Ma anche la bellezza delle vignette prive di gabbia, di contorno.
Staremo a vedere.
Vi lascio al trailer.

Un film interessante di cui prima o poi vi parlerò.


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