sabato 26 giugno 2010

Centomila cose

Il problema è nelle piccole cose, come sempre. Tanto piccole che non le vedi se non quando si accumulano.
L’armadio che giorno dopo giorno si svuota delle sue cose, in modo che quasi non te ne accorgi, i segni di una presenza che diventa assenza un granello per volta. Fare i separati in casa portando avanti un discreto trasloco a pezzi ha qualcosa di penoso a cui non pensi se non di colpo, tutto in una volta, una mattina qualunque di un giorno qualunque, quando quello stillicidio silenzioso si concretizza in un vano vacante, i tuoi asciugamani da una parte e il vuoto subito accanto. 

È un vuoto che si allarga piano a partire da un punto decentrato, fuori campo. E per un armadio che si svuota ce n’è uno da montare, in una nuova casa provvisoria che è piccola ma non tanto piccola se pensi che ci andrai da solo. E che ti basterà una armadio più piccolo senza le centomila cose di lei. E un piano cottura più piccolo, in fondo nella nuova casa avrai meno spazio ed è anche vero che due fuochi bastano per una cena veloce; molto meglio un congelatore più grande e anche lo spazio per un microonde. E poi un televisore da quaranta pollici e i film con Bruce Willis per riempire di colpi di pistola ed esplosioni tutti gli angoli vuoti e silenziosi di una casa che pur piccola non sarà mai piccola abbastanza da non sembrare vuota.

Senza le sue centomila cose.




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