mercoledì 28 luglio 2010

Divagazioni

Sembra incredibile ma siamo quasi alle battute finali di questa tragica fase del trasloco + costruzione casa + costruzione mobili. Nella parte finale i miei preziosi aiutanti hanno preferito andare in ferie piuttosto che star qui a maneggiare l’avvitatore a mio beneficio, quindi l’ultima libreria l’ho messa insieme con le mie sole forze ibridando alcune parti di ikea con inserti di mia invenzione. È venuto fuori un mezzo alien di modesta precisione, ma ci ho messo dentro tutti i libri di narrativa e anche i fumetti serie squalo di antica memoria, quelli che ognuno di noi ha prima o poi requisito ad un qualche zio durante l’infanzia per poi sfogliarli di nascosto. Sfogliarli, non leggerli. Ammesso di avere già l'eta di leggere, probabilmente l'attenzione non era rivolta alle parole. Quelli là. Fumetti ottimi, tra l’altro. La cosa più interessante, riguardo a quei fumetti, e riconoscere talvolta la mano di uno di quei disegnatori che in età matura ha poi lavorato per Bonelli. Fino a pochi decenni fa scrivere il nome dei disegnatori non era usanza delle case editrici. Il disegnatore era l’ultima ruota del carro, non aveva alcuna dignità artistica. Se hai l’occhio puoi riconoscere lo stile, considerando anche l’evoluzione naturale di un disegnatore in dieci o anche venti anni. Così scopri che dal disegnare tette e culi di sono passati quasi tutti. Bruno Brindisi lo dice apertamente nel libro intervista, lui aveva persino qualche remora all’idea di disegnare quella roba a casa dei suoi. Lo capisco. Lo capisco molto.
Comunque stiamo divagando. Il fatto d’essermi messo a scrivere è segno che ho quasi, dico quasi, finito. Ho persino rifatto il letto e credo pure d’aver imparato ad usare la lavatrice. Qui in campagna c’è un silenzio profondissimo. Si sentono solo uccelli. Uccelli di ogni varietà, che oltre a cantare bivaccano tra le foglie secche sotto le siepi. La mattina mi sveglia il gallo, ci credete? Erano anni che non sentivo un gallo. L’aria, la mattina, è tiepida e frizzante, eri mi sono fatto due passi a piedi nudi sull’erba.
Il lato negativo sono certi angoli ancora bui qua intorno, dovrò far mettere delle lucine di sicurezza qua e là, lungo il tragitto. Non vi nascondo una certa strizza quando rientro la sera dai miei bagordi a base di pizza e birra, all’Arena della Ipercoop di Gavinana. Io che, già grande, dopo aver visto Profondo Rosso mangiando la pizza senza schifarmi per niente nonostante tutto il sangue, avevo poi paura ad andare in bagno la notte, immaginandomi le mani guantate di nero e la lama "baluginante nel buio"! Anche ora che l'ho scritto, cazzo... m'è sembrato di sentire uno scricchiolio! Oh, Gesù!
Bhè, a parte le cazzate, ora mi tocca andare a mangiare. Mi trovate all'Arena di Gavinana. La birra è fredda al punto giusto, la pizza non è male, e la cameriera è graziosa come un fiore di campo. Quindi io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata.

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