sabato 14 agosto 2010

Una gomma, una matita e tanta autostrada


CAPITOLO 1
Rimane in primo piano la notizia della pubblicazione della mia storia su Xcomics n. 115. La storia è stata stampata egregiamente e non sfigura affatto accanto alle altre. Vedendola pubblicata mi rendo conto di quanti problemi mi sia posto nel disegnarla. Molti dettagli che mi sono preso la briga di curare risultano del tutto invisibili ad una normale lettura superficiale, che è poi il tipo di lettura che si dedica a storie di questo genere. Di solito i dettagli più rifiniti balzano fuori ad una terza o quarta lettura. In generale sono comunque contento di come è venuta, e sto pensando al seguito.
Un seguito che non sarà nessuno di quelli che avevo immaginato. Questa storia vorrà mettere in evidenza il rapporto d’amore tra Laura e Michele (il ragazzo pelato e cornificato), in tutte le sue bizzarre e contraddittorie sfumature. Naturale che all'inizio pensassi ad un seguito che avesse, come situazione centrale, la scoperta del video girato inavvertitamente, e le reazione che questo avrebbe suscitato. Avevo pensato a Milo che partiva in mille viaggi mentali, vedendo il suo amore segreto per Laura trasformarmi in un desiderio molto meno platonico; avevo pensato a Michele, che scopriva il video e cacciava di casa Enea, lasciava Laura, si infilava in qualche assurda avventura forse persino di natura omosessuale. Avevo pensato a Laura, che scopriva quale era la reale natura della sua dipendenza da Enea e della sua incapacità di dire di no ad una erezione.
Invece Michele mi ha sorpreso, rivelandosi molto più maturo e pieno di risorse di quanto avessi pensato. E mi ha sorpreso Laura e la forza del suo legame con Michele.

L'ho sempre detto, i personaggi hanno una loro vita. Tu li metti al mondo, come i figli, ma poi fanno di testa loro. Puoi solo seguirne le sorti, e sperare per il meglio.
Ma adesso cambiamo completamente argomento.

CAPITOLO 2

Dato che tra Firenze e Lecce ci sono quasi 900 chilometri (e una volta a Lecce bisogna spostarsi ancora più giù verso l’Africa), per il lungo viaggio di ritorno mi sono munito di un certo numero di audiolibri. Uno tra questi è “Una gomma e una matita”, un lungo racconto di Giorgio Faletti, ex “Vito Catozzo” e attuale scrittore di successo.
Fino ad ora Giorgio Faletti l’avevo snobbato; pregiudizio? Non saprei dire. Avrei continuato a snobbarlo beatamente se ad un certo punto non mi fossi imbattuto in questo titolo. È stato il primo audiolibro che ho infilato nel mio lettore, mentre puntavo l’auto verso Roma, in una soleggiata mattina di fine luglio.
La storia narra di un disegnatore di successo che è stato cornificato e derubato di tutti i suoi averi dalla donna che amava. Costui, all’apice della sua depressione e nel pieno del suo ritiro ascetico su un’isola greca, scopre di avere per le mani un potere straordinario: può rendere reale quello che disegna, e farlo sparire dalla realtà cancellandolo dal suo foglio.
Come userà questo suo potere?
L’idea di per sé non è molto originale, ma dopo la tirata che ho fatto qui non posso certo stare a polemizzare su questo aspetto. L’idea di fondo è la stessa che Stephen King ha sviluppato nel suo asciutto e abbastanza riuscito “Il word processor degli dei”. In quel caso il potere era in mano ad uno scrittorucolo fallito con una moglie dispotica e un figlio indifferente. Nella vicenda di Stephen King il protagonista apporta correzioni alla sua esistenza cancellando le persone che gli guastano la vita, sostituendole con altre più consone. Per essere una storia di King, devo dire che di sangue ce n’è poco e la storia si fonda essenzialmente sul senso di tensione e di meraviglia del protagonista, quando scopre cosa può fare con il suo computer.
Il sangue non manca invece nella vicenda di Faletti; direi anzi che lo scrittore indugia con un certo gusto sadico su alcuni dettagli cruenti.
Non conosco gli altri libri di Faletti: se posso dire la mia su questa storia in particolare direi che è molto ben riuscita anche se in alcuni punti la storia tende a perdere ritmo per troppe descrizioni e dialoghi un poco artefatti.
Per il resto mi sono divertito un sacco ad ascoltarla, forse anche per certe vicende personali che mi avvicinano al protagonista. Faletti non ci risparmia dettagli cruenti e fontane di sangue: la mia scena preferita è quella centrale, in cui la modella ex moglie del protagonista viene massacrata sul suo talamo in una sequenza molto ma molto ematica, molto ma molto rock! Lo scrittore riesce così bene nell’intento di rendercela antipatica da annullare completamente l’ovvio senso di umana pietà.
Purtroppo, se devo essere onesto, quasi nessuno dei personaggi di questo libro mi ispira simpatia, neppure il disegnatore, ma forse è la mia misantropia che si sta espandendo dal mondo reale a quello immaginario.
Non so se questo racconto esista anche in forma scritta in qualche raccolta di Faletti, in tal caso vi suggerisco di procurarvelo e dargli una occhiata, se vi piacciono queste storie soprannaturali e cruente.
Più in generale, posso dire che l’esperimento audiolibro ha funzionato alla perfezione, e che le ore di viaggio mi sono completamente volate via.

Ci riproverò. 

Nessun commento:

Posta un commento