lunedì 30 maggio 2011

L'amica dell'amico





… e vedendo tutti quei miei amici, opportunamente ripuliti e incravattati, e le loro spose in abiti più o meno bianchi, bellissime, su quell’inginocchiatoio sotto l’indice del prete, cercavo di farmi una ragione del fatto che un giorno sarebbe toccato pure a me, un po' come la morte, ma con qualche prospettiva in più, diciamo. A dire il fatidico sì, e sentire forse anche io un groppo in gola. Persino credendoci.

Non che abbia mai avuto qualcosa contro la monogamia o la promessa di eterna unione: è solo che il rituale, oltre che costoso, mi pareva estenuante. Fatto salvo il pranzo, e in special modo gli antipasti: gli antipasti sono l’unica cosa che ricordi della maggior parte dei matrimoni dei miei più cari amici. Il resto l’ho visto in foto, me stesso brillo e istrionico, con la cravatta allentata a ballare da bel giovane con suocere mai viste prima. E poi, suocere di chi? Ai postumi l’ardua sentenza.

* * *

Così il mio amico Sandro una sera mi chiama e mi dice: “vieni anche tu, esco con un amica, e un altro paio di amici, e c'hanno un’amica!” Punto esclamativo. Per non deludere Sandro, mi lavo e mi faccio bello, poi sono pronto, gratto con l’unghia una cacca d’uccello grande come il Friuli dal parabrezza , infine metto in moto e parto.
Lungo il tragitto cerco di tacitare quel vago senso di inadeguatezza e imbarazzo. Ho voglia di uscire, d'accordo, due chiacchiere tra amici, una bella cena, un buon vino, un po' di risate... ma cosa dirò a questa sconosciuta? Che aspetto avrà? Che aspetto avrò?

A destinazione chiacchiero con Sandro, mollemente drappeggiato sullo sportello della Lupo, dopo aver parcheggiato sotto casa delle tipe, ed eccole che scendono, e c’è anche l’amica. E' carina. Dovrei sentirmi carino anche io.

Ci scambiamo una stretta di mano e senza volerlo le faccio una radiografia e senza volerlo lei ne fa una a me  e poi è come svegliarsi, e mi dico: ma che cazzo ci faccio io qui…? E’ questo che sono diventato? Sono diventato il numero dispari delle comitive, il tredicesimo a tavola, quello che ‘vieni anche tu che porto un’amica’. E anche se nessuno dei due ne parla, entrambi ci stiamo già misurando a vicenda, altezza, larghezza, profondità. A me hanno detto "c'è un'amica" a lei hanno detto "c'è un amico" e una parte segreta di noi ha già fatto le somme, sta provando gli incastri, sta pesando le libbre di carne.

Nessuno ne parla, ma ci vogliamo piacere a vicenda. E non che in tutto questo balletto e sfoggiar di code di pavone debba esserci nulla di male, anzi è sano e naturale: solo che non fa per me. Tutto qui. Non ho l'addestramento, quindici anni di fidanzamento mi hanno disabituato all'arte della seduzione. Ho di nuovo diciannove anni, sono matricola e imberbe, ma abito dentro un corpo diverso, più pesante e più incerto.

E poi mi dico che, bene che vada, ci si piace sempre e solo fino ad un certo punto. E domani mattina, svegliandoci, avremo entrambi l’alito pesante e film dopo film, libro dopo libro, storia dopo storia, parola dopo parola, ogni giorno perdere le piume di quella coda di pavone e scoprirci un po' più vulnerabili, esposti, traditi da quello che, inevitabilmente, siamo sotto la vernice. Coi nostri pigiami inguardabili ma comodi, i nostri cibi immangiabili, le bizzarrie delle reciproche famiglie (nessuna famiglia è normale) e infine i nostri tic, le preferenze e le abitudini, le perversioni e quei dannati vizi che non si sradicheranno mai più.

Se vuoi sapere tutto sul carattere di una persona, guarda come tratta quelli di cui non ha bisogno.

* * *

Qualche tempo fa su un rivista leggevo che la maggior parte delle donne prova una attrazione maggiore verso uomini fidanzati o, meglio ancora, sposati. E’ come se la fede al dito facesse da garanzia. Se lo ha scelto lei allora vuol dire che quest'uomo è a posto. 

In tutta onestà devo riconoscere che il ragionamento non fa una piega. Si tratta pur sempre di referenze. E con le dovute messe a punto vale anche per gli uomini.

Il problema semmai nasce quando provi a ribaltare il ragionamento: con quali referenze ti presenti, se ti hanno scaricato dopo quindici anni? Se ti ritrovi single alla tua età, cosa è che è andato storto? E inoltre, come te la togli di dosso quell'aria di cosa masticata a lungo e poi sputata? Quello sguardo incredulo...?

* * *

Sulla strada del ritorno l'amico Sandro mi domanda cosa me n'è parso dell'amica.

Il problema, amico Sandro, non è tanto conoscere una ragazza, il mondo è pieno di persone da conoscere; né stringere legami né tentare le prime mosse di una avventura. Perché vedi, Sandro, dopo un sacrosanto quanto breve periodo di sesso squisitamente maleducato e vorace, cominciano le prime, caute, promesse di amore eterno. All’inizio stai al gioco tanto lo sai che prima dell’orgasmo si tende a dire ogni genere di cazzata. Poi uno dei due comincia a crederci. 

Infine ti fai prendere la mano.

E un giorno, senza alcun preavviso, ti ritrovi col suo spazzolino da denti nel tuo bagno. Ed è l'inizio. Sul momento nemmeno comprendi il vero significato di quell'oggetto: lei non è una creatura ultraterrena, non è una musa, né una dea dell’amore. Lei è solo un organismo vivente tale e quale a te anche se, di solito, molto più grazioso; come te deve alimentarsi e svuotarsi, come te non può fare a meno di secernere tutta una serie di cose di cui, per qualche ragione, nessuno parla mai. Come te preferirebbe non restare single fino alla fine del tempi e quel che è peggio nemmeno lei sa perché.

Ti diverte persino l'idea che lei si stia abituando ai tuoi spazi e tu ai suoi, lei ai tuoi orari e tu alle sue telefonate e visto che ci sei, tra un domenica dai suoi e un serata tra amici, fai finta di non pensare al fatto che lei ha una sfera sentimentale tutta sua che nel migliore dei casi con te c’entra solo in modo fortuito.

E speri per il meglio.

Ma tutto questo mi limito a pensarlo, all'amico Sandro non lo dico. E allora gli rispondo "sì', è' carina". E non aggiungo altro.



2 commenti:

  1. quella dello sppazzolino l'hai rubata a leonard e penny vero??! anche se in effetti mi sa che l'avevo gia sentita altre altre altre volte!! Quella del canino fa sccchiffff!!!!
    :-D
    Gra

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  2. 'scolta... semmai sono LORO che l'hanno rubata a me. Ma guarda te... comunque sì, quella del "canino" la trovo un poco debole anche io. Magari prima o poi la tolgo. Lì per lì mi piaceva...

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