mercoledì 22 giugno 2011

Come le falene




Voci di sere d’inizio estate, e hanno tutte la stessa eco, sotto le stelle. Voci di donne che portano come possono allegria a spasso all’aria aperta, sotto i gazebo, sulle terrazze, sui divanetti a dondolo cigolanti, aldiquà delle zanzariere, appunto, sotto le stesse stelle, praticamente da sempre. Col contrappunto ottuso delle testate di falena contro le lampade, e il sentore dell’immancabile zampirone che arde e fuma in arabeschi fantasma. Del fumo acre della carbonella sotto la cenere, del sudore lieve e della birra fredda, delle chiacchiere a vuoto dei maschi, di zoccoli e scarpe abbandonate sotto il tavolo, e polpacci grattati con l'unghia dell'alluce. E tutto sembra diventare leggero, talvolta lontano, più spesso migliore.

A volte parlando del tempo, e tacendo di un comune, assurdo desiderio: che possa fermarsi, il tempo, a questa sera d’inizio estate e restare così. Leggero, lontano, migliore per sempre.





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