lunedì 20 giugno 2011

Tela bianca



Immagino la delusione dei miei lettori. Per giorni sono venuti sul mio blog nella speranza di trovarvi una stronzata qualunque, diciamolo, e invece niente.

Sono demoralizzato, voglio star solo.

La mia lunga assenza dal blog è motivata dall'energico quanto folle trasporto con il quale ho preso a dilettarmi di pittura. Perlomeno l'idea era quella.

Ho trascorso ore nei negozi di belle arti, ho aperto e richiuso il portafoglio innumerevoli volte, ho chiesto consigli tecnici ai più bravi, mi sono posto obiettivi importanti e ho dedicato a questa attività ore ed ore, direi interi week end; ho trascurato il blog, il fumetto, l’igiene personale e gli amici. Ho ignorato la bella stagione, il cinema, i libri e più in generale ogni aspetto connesso al resto del mondo e alla sua chiassosa popolazione. Ho dipinto in casa, ho dipinto all’aperto, ho dipinto su tele, cartoni, pannelli di legno gessati.

E alla fine di tutto questo sai cosa ho ottenuto?

Un bel cazzo di niente. Un grosso, grasso, bitorzoluto e barzotto cazzo di niente!

Mentre scrivo, una mano di gesso acrilico sta asciugando sulle superfici martoriate dai miei goffi tentativi di giocare a fare l’artista. Una mano di gesso bianca, fresca, uniforme per cancellare tutto e resettare. E per la prima volta, dopo settimane, provo un poco di soddisfazione: quelle superfici di nuovo bianche sono il miglior risultato che abbia ottenuto fino ad oggi. Dovrei farle incorniciare a appenderle così come sono, bianche, intonse, ricche di promesse.

Un grand’uomo una volta ebbe a dire: “se c’è qualcosa che sai fare, falla!”. Il sottinteso che allora mi sfuggiva oggi mi è chiaro in maniera lampante: “se c’è qualcosa che non sai fare, desisti”.

Probabilmente è stato esagerato da parte mia pretendere di passare da zero a “iperrealismo” senza mai aver usato un pennello prima d'ora. Non ho simpatia per i pennelli: la setola continua a sembrarmi ambigua, sfuggente, imprecisa, molle. E il diletto di mischiare colori scompare un istante dopo nel passaggio dalla tavolozza alla tela.

Ieri sono andato a letto stanco e demoralizzato. Non c’è da stupirsi che stamattina non abbia sentito la sveglia. Sono arrivato al lavoro in ritardo, sentendomi leggero leggero per il solo fatto d’aver preso nel sonno la decisione ferma di non dedicarmi mai più, dico mai più! alla pittura.

All’uscita dal lavoro sono andato a comprare nuove tele e gesso acrilico in quantità. Si può dire tutto di me, ma non che mi perda d'animo facilmente. Povero stolto!

L’unico modo per uscire da questo tunnel sarebbe quello di entrare in un altro, mi conosco. Sono incline alle ossessioni: il vantaggio è che posso gestirne solo una per volta. L'importante, comunque, è averne sempre una. E non che l'abbia deciso io... è che funziono così, è più forte di me. La storia della mia vita, infilarmi di testa in progetti da cui mi lascio assorbire totalmente, fino a quando non raggiungo il limite: poi li abbandono in cambio di qualcosa d'altro. Sarò mica un caso clinico? Dovrò parlarne con l'unica persona che ultimamente mi stia a sentire: il mio barbiere. Lui ha settant'anni e la sa lunga, ma so già cosa mi direbbe.

Mi direbbe: "Ma perché non pensi a scopare, tu che puoi...Cristo, avessi la tua età...!"

Dopodiché mi taglierebbe un orecchio.

5 commenti:

  1. oh ale, pero' potevi toglierci la curiosità di farci vedere quanto avevi creato, eh che kaiser! Sono curioso, promettimi che la prossima creazione la fotografi e ce la fai vedere ok? non autodistruggere tutto!

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  2. ma sei pazzo? L'immagine in cima al post dovrebbe dire abbastanza.

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  3. sto invitando tutti gli appassionati di cinema a seguire il mio forum del cinema kinarto.Chiedo scusa all'autore del blog per questa mia intromissione

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  4. Ale, l'unico modo per uscire da certe ossessioni è non avere i soldi per acquistare pennelli, acrilici e pannelli... per cui facciam così... Quando hai in mente di fare acquisti ricaricami la postepay e non pensarci più... ;) :P

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