giovedì 7 luglio 2011

Roger Waters e Dream Theater



Dicevo: due giorni all’insegna della musica; scrivo questo post con colpevole ritardo e consapevole di non possedere gli strumenti linguistici per commentare adeguatamente gli spettacoli ai quali ho assistito. Dopo innumerevoli false partenze ho quindi deciso di lasciare la parola alle foto, e chi s’è visto s’è visto.


GIORNO 1 - Roger Waters - The Wall - Forum di Assago (Milano)



Il pubblico gremisce, grugnisce, frinisce, s'assesta e s'accatasta e sciama; chi può fuma qualche spinello, gli altri tracannano birra fredda da bicchieri di plastica. Io faccio le foto.



Ed ecco alcuni simpatici matusa: gente che ha probabilmente comprato The Wall il giorno stesso della sua uscita su vinile da 33 giri nel '79, scoprendo magari a proprie spese che non era la musica adatta per pomiciare alle feste.



Dopo breve ricognizione del soffitto, individuiamo l'aeroplano che, storicamente, andrà a schiantarsi sul palco poco dopo l'inizio incandescente.


Questo è un giovane che prende le cose molto sul serio. Da lontano avevo creduto si trattasse di cicatrici, e l'ho fotografato apposta per ridere di lui e degli sfregi che si era procurato per disegnarsi i mattoni col rasoio. Invece non erano cicatrici, bensì scritte fatte quasi certamente con rossetto. Ingrandire per credere.



In the flash? Il pubblico è già in delirio. E, incredibile ma vero, la voce di quel vecchietto sul palco è identica a quella ascoltata mille volte nel proprio stereo di casa, o in auto.



Another brick in the wall, parte 1. Il professore stronzo.



Mother. E il Grande Fratello ti guarda.


Another brick in the wall, parte 2. Nel caso, notare il sottile riferimento al Grande Fratello secondo Waters.



Don't leave me now.



Hey, you!


In the flash! Il muro è completo.


In the flash!



Run like hell - Il momento che preferisco, quando liberano il maialino.



Waiting for the worms.



La mitica marcia dei martelli, davanti a me.



GIORNO 2 - Dream Theater - Castello Scaligero (Verona)




In attesa dell'inizio...



In attesa dell'inizio (2)



Inevitabile incontro con personaggi affini. La mia chitarra è più uguale della tua.



Soundcheck. Sulla destra del palco John Petrucci in tutta la sua tracotante ipertrofia.



Sempre lui. Ci da dentro di brutto, il bastardo. Non si capisce dove finisca la chitarra e comincino le sue dita, e viceversa.


Il nuovo emozionatissimo batterista Mike Mangini, subentrato dal 2011 a Mike Portnoy. Se la cava alla grande e in un momento che non ho fatto in tempo a filmare, si lancia in un assolo di batteria che ammutolisce il pubblico.



Sulla sinistra Jordan Rudess, tastiere. Molte tastiere. Solo estraendo la traccia delle sue tastiere si potrebbe fare un concerto a parte.


James LaBrie, nell'unica foto nitida che sia riuscito a prendere. Avevo sentito dire che nelle sue esibizioni live non riuscisse ad essere all'altezza delle performance in studio. Invece se la cava alla grande, è in formissima e non sbaglia nemmeno un acuto.




John Myung, basso. Il membro più silenzioso e convincente del gruppo, sleppa inarrestabile e sostiene la ritmica con la discrezione elegante di un samurai.

Vi lascio con alcuni spezzoni video presi a caso qua e là, per chi avesse voglia di approfondire




Goodbye cruel world - Roger Waters




Il crollo del muro

1 commento: