domenica 3 luglio 2011

Poche cose


Domani, ad una ora imprecisata tra il prima di pranzo e il dopo pranzo, io e mio fratello partiremo alla volta di Milano. L’idea è di andare a vedere il concerto di un tale chiamato Roger Waters, un signore anziano che suonava il basso e altre diavolerie in una band chiamata, mi pare, Pink Floyd. Non ho capito bene cosa mi abbia detto mio fratello a proposito di: un muro monumentale che viene abbattuto, un maiale volante, un aereo che plana sul pubblico e si schianta sul palco e altre cose da strapparsi i capelli, dice.

Lui c’è stato innumerevoli volte, come testimonia la sua pettinatura; io mai, e siccome Waters inizia ad avere una certa età, conviene non stare a rimandare troppo. Guardate Vasco, tanto per dire.

Io non sono un gran patito di concerti. Lo ero da ragazzino e mi sgolavo un sacco, anche. Ora l’idea di tutta quella gente incollata addosso non mi sorride più di tanto.

Perché ci vado? Per essere certo che il mio unico fratello non si strapazzi troppo, o che magari, sulla via del ritorno, non si addormenti alla guida; altrimenti chi lo sente, papà? E sempre per lo stesso motivo mi ritroverò a seguirlo, il giorno dopo, fino a Verona, per l’esibizione di un’altra band un poco più giovane chiamata Dream Theater. Durante gli spostamenti in macchina mio fratello avrà cura di tenere le nostre orecchie in allenamento con la sua imbarazzante quantità di mp3 sparati al massimo del volume.

Passi per Roger Waters, che tutto sommato è uno dei miei idoli, ma i Dream Theater… Immaginate la differenza tra il tipo di pubblico, anche. Dai trentacinque in su per il primo, dai 25 in giù per i secondi. Tutti quei ragazzini che pogano e spingono… e sudano! Con le loro magliette nere e i capelli lunghi. Sembrerò un nonno, con il mio primo capello bianco in bella vista sulla cima della fronte.

Ciò che resterà di noi e del nostro apparato uditivo dovrebbe rientrare mercoledì mattina all’alba; l’idea è appunto quella di partire subito dopo il concerto e sei o sette caraffe di caffè. Una volta a Firenze nord, rimboccherò le coperte al fratellino, ascolterò i suoi vaffanculo, poi, se Dio vuole, me ne tornerò quaggiù.


* * *


P.S. Sì, lo so da me che l'immagine in cima richiama la copertina di The Dark side of the moon e non di The Wall, ma... num me rompete!

2 commenti:

  1. mhhhhh!! sono preoccupata!!!!

    GRaz

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  2. io sono preoccupato solo per le povere orecchie...anch'io sono andato a qualche concerto alla flog e devo dire la verità non mi sono goduto lo spettacolo..oramai c'ho un'età..vabbè ale poi ci racconterai...

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