sabato 20 agosto 2011

Preparativi





Il caldo oggi è torrido; l'aria è immobile e persino la ghiaia scotta; sono costretto a tenere i sandali ai piedi, un vero tormento. Le mosche ci provano, a posarmisi addosso, ma scivolano sulla pellicola di sudore ineliminabile. Per fortuna nel caldo ci sguazzo, almeno per ora. Non mi sventolo nemmeno, mi limito a boccheggiare felice, inalando aria rovente.

Potrei rifugiarmi in casa, in questa che è l'ora più calda, come fa praticamente chiunque, da queste parti. Dopo pranzo il mondo è un fermo-immagine surriscaldato e se partecipassi alla ritirata strisciando nell'ombra fresca delle case, mi sembrerebbe di sprecare qualcosa. Come fare una pennichella pur avendo accanto la donna dei miei sogni. Questa temperatura sarà anche feroce ma è così rara... mi basta pensare a tutto l'inverno che si profila davanti, lungo, bianco e nero, coperto, uggioso, piovigginante, freddo. A godermelo in motorino, quell'inverno, o in macchina col suono tristo del tergicristalli; o dal sottosuolo del mio seminterrato, il cielo ridotto a un rettangolo striminzito con tanto di sbarre e l'umidità che infetta i muri.

No grazie. Me ne sto qui, a cuocermi alla piastra, e se sfrigolo amen.

Sebbene abbia recentemente scovato, in una amena località sul mare chiamata Ciardo, un sentierino come tracciato da vipere, che conduce ad una comodissima lastra di pietra sul mare con annessa confortevole nicchia d'ombra, oggi ho rinunciato al bagno. Per colpa dell'imponente impegno muscolare che comporta la caparbia frequentazione di rocce quasi verticali e l'assenza di fondali sui quali posare il piede, arrivo a fine giornata puntualmente consumato, esausto e affamato. Se non altro, devo dire, me la cavo. Pensavo peggio: una volta su quelle pietre saltavo come una gazzella, oggi sembro una gazzella incinta, e sudo il triplo, ma qualcosa sopravvive dell'antica leggiadria e me ne vanto. Domani comunque vado in spiaggia, e vaffanculo. Ombrellone e lettino, un bel libro e via. Se vado abbastanza presto forse riesco a prendere un posto in prima fila, a due metri dalla battigia.

Domani notte partiremo per la Grecia: io, mio padre, altri venti (20) amici. Il viaggio è stato organizzato dai suddetti venti riuniti sotto la comune stella del circolo tennis di cui son membri essi stessi e relativi pargoli. Né io nè mio padre abbiamo mai toccato una racchetta, ma questo sembra non importare a nessuno di loro. Mio padre, in particolare, è stato nominato socio onorario o qualcosa del genere: la sua partecipazione alle iniziative culturali del circolo è richiesta a gran voce ad ogni occasione, specialmente in gita. E lui ci sta, figuriamoci. Portare comitive per città e musei gli piace assai, e ancora di più ora che può farlo senza alzar la voce, grazie agli auricolari acquistati in occasione dell'ultima gita.

Da due settimane papà sta elaborando il programma di questa escursione in Grecia, rifinendolo nei minimi dettagli e sapendo bene, in cuor suo, che probabilmente non si riuscirà a fare nemmeno la metà delle cose in elenco. Dovete tener presente che la comitiva sarà comporta da persone certamente curiose ed entusiaste, ma anche d'età non più verdissima. Diciamo una mezza età con un vago principio di stagionatura, e ci saranno anche bambini credo. In pratica io sarò l'unico rappresentante della fascia di età compresa tra i 16 e i 45 anni, mi sa.

Se qui il caldo è torrido, lì sarà infernale, anche perché, per via dei soliti problemi di decoro, saremo bene o male obbligati a vestire pantaloni lunghi.

Insomma, sembra che sarà una pacchia. Mio padre aveva proposto Parigi, per lui ogni occasione è buona per tornare a Parigi, ma sembra che la Grecia sia più indicata, malgrado gli accampamenti dei manifestanti sotto il palazzo del Parlamento e i prezzi che, in questo specifico frangente storico, saranno schizzati alle stelle. Mi dicono che un caffè costi sui quattro o i cinque euro.

Il mare lo vedremo da lontano, ma almeno per me non sarà un problema che del desiderare da lontano ne ho fatto poetica filosofia di vita. Con le donne, almeno.

Pare anche che il sottoscritto sarà uno dei pochi ad essere confinato in una stanza singola, a causa del mio peculiare e assordante modo di russare. Mi hanno isolato, con mio grande sollievo.

Cercherò di portarmi questo computer, e se dovessi trovare una connessione wi-fi potrei provare a postare dei resoconti di viaggio che mi aiutino ad affrontare con ironia quella che si prospetta essere una ordalìa. Fumare di nascosto, bere birra col contagocce, interpretare con consumata maestria il ruolo del brillante figlio del professore, parlare, mangiare deliziose porcate sotto lo sguardo disapprovante di mio padre, camminare anche in salita...

Non dovrei lamentarmi, ma credetemi: ne farei volentieri a meno, di partire. Atene sarà anche splendida, ma quel sentiero di stoppie in località Ciardo mi attira di più. Molto ma molto di più.


1 commento:

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