mercoledì 7 dicembre 2011

Ripensamenti




In verità aprii il blog con l’idea ben chiara di parlare del fumetto che stavo disegnando in quei giorni; avrei scansionato le tavole, avrei postato gli schizzi, tutto molto dinamico, molto interattivo, proprio come facevano i fumettari sui loro blog, e così via, ero molto ottimista, ma dovetti in breve arrendermi al fatto di disegnare troppo poco e saltuariamente, così che tra uno schizzo e l’altro passavano le settimane, e bisognava pur trovare il modo di riempire i vuoti.

Mi detti a scrivere di cinema, facendo il verso ai blog che ne parlavano, ma con risultati che non mi convincevano per niente, non mi divertivo abbastanza, benché parlare di cinema mi piacesse.

I miei post di cinema iniziavano con "Ieri sera ho visto questo" e subito sotto ci mettevo la locandina del film. Poi dicevo la mia prendendomela comoda.

Ben presto smisi di scrivere dei film che avevo visto la sera prima, intanto per i motivi detti: poi perché dietro ogni post che iniziava con “Ieri sera ho visto questo” si nascondeva la patetica circostanza di me che andavo al cinema da solo, cenavo con un Double Bacon Cheesburger e due birre medie, poi mi addormentavo invariabilmente durante la proiezione, tutte cose che potevo nascondere facilmente ai miei lettori (salvo poi confessarle nel post successivo) ma che non potevo nascondere a me stesso.

In verità non mi limitai a smettere di scrivere di cinema: complice la brutta stagione, smisi proprio d’andarci, al cinema, accontentandomi dei dvd che potevo comprare e vedere a casa. Tutto sommato il mio tremendo divano ikea era molto più a portata di mano, per raggiungerlo non dovevo nemmeno prendere la macchina, mi bastava la sedia da ufficio con le ruote; e inoltre potevo mettere in pausa tutte le volte che volevo, versarmi da bere, stendere i piedi, fare pipì, tagliarmi le unghie, grattarmi la testa, dire “che figa!” ad alta voce, tutte cose che al cinema, quando posso, evito di fare.

Ma poi, a parte gli scherzi, per scrivere di cinema ci voleva un minimo competenza e io al massimo, per un film come “Bitch Slap” - ad esempio - avrei potuto scrivere “esplosioni! grandi tette! belle fighe! Capolavoro!”. Si tratta di una recensione striminzita e ignorante, e per certi aspetti anche poco condivisibile, infatti Bitch Slap è stato stroncato praticamente da tutti. Più ci penso più me ne domando il perché.

Avendo quasi del tutto escluso il fumetto dai miei argomenti - per progressiva mancanza di materiale - e il cinema - per innata mancanza di aggettivi - rimanevano solo i post autobiografici, del tipo che sono andato a fare la spesa o che ho visto quella tal cosa che mi ha reso triste o quella tal’altra che mi ha reso ancor più triste e via deprimendo. Col trascorrere dei mesi, però, ho avvertito come una nota stonata. Difatti questi post finivano per assomigliarsi un po’ tutti. Rileggermi era come ascoltare le storie di guerra del nonno, sempre quelle. Da qui allo sbadiglio il passo è breve.


slap

Comunque Bitch Slap m'è piaciuto davvero. 

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