mercoledì 20 giugno 2012

Adesso basta



Olio su cartone pressato
cm 50 x 70
- ribadisco -


A parte gli scherzi, stavolta l’ho finito davvero. Eccheccazzo, direte voi, giustamente, era pure ora.
Avevo parlato di questo dipinto pochi post fa (quasi due mesi, via) e sostenevo di avere ancora qualche ritocco da fare, aggiungevo che ci sarebbero voluti dei mesi, sono stato quasi di parola. Ripropongo l’immagine vecchia e per agevolare il confronto, accoppio:




Ho precisato il panneggio, ho aggiunto le nuvole, ho rifinito i dettagli del volto, ora mi direte che era meglio prima, se lo guardassi troppo a lungo potrei farmi prendere dalla voglia di dare qualche altra pennellata, ma adesso basta davvero, bisogna guardare avanti, ne ho altri da finire, e poi c'è una vita da vivere, ci sono le donne, quelle vere, perdio! 

* * * 

Per chi fosse interessato ad un minimo di note di lavorazione, ecco spiegati in pochi punti i motivi delle scelte:

- lo sfondo doveva essere una sfumatura morbida e pulita, chiaro in basso e scuro in alto, era una cosa sulla quale mi ero praticamente fissato; sono purtroppo incapace di non combinare casini, ogni volta che mettevo mano al dipinto scoprivo d’aver procurato qualche danno allo sfondo, una goccia d’olio, una sbavatura di colore, e si trattava di sviste che non potevano essere coperte (non da me, quantomeno) senza rifare lo sfondo; l’avrò rifatto una decina di volte, quel cazzo di sfondo - ci voleva il pennello grande, quindi era impossibile non intaccare comunque la figura, quindi ritoccare ancora la figura, guardate, mi viene da vomitare, se ci penso. Le nuvole (che sin dall’inizio avevo evitato per dare il massimo risalto al panneggio) aiutano egregiamente a mascherare le eventuali imperfezioni (che infatti non si notano);

- ho fatto guadagnare un chiletto di carne alla ragazza, le costole si vedevano troppo; per la verità erano come dovevano essere, vista la fisionomia e la posa, ma chiunque vedesse il quadro mi domandava se davvero mi piacessero anoressiche; è una domanda che non capisco, se dipingessi nature morte cose mi si domanderebbe, se davvero mi piace la frutta? Comunque, è vero, le scelte le fa il pittore e questi non deve dar conto a nessuno, ma le impressioni di chi guarda sono comunque da valutare, specie quando un lavoro si protrae, perché l’autore finisce letteralmente per non vedere più ciò che ad altri osservatori appare evidente: nel caso specifico era chiaro che le costole attiravano lo sguardo più di tutto il resto e certamente più del dovuto;

 - Il supporto è di cartone, lo stesso che usavamo noi studenti di architettura per fare i plastici, i modellini; prima di dipingere gli diedi tre o quattro mani di gesso acrilico, ottenendo una superficie bianca e molto ma molto liscia che ha contribuito all’attuale aspetto estremamente levigato che in foto non si apprezza; farò altri esperimenti col cartone ma devo riconoscere che la classica tela ruvida tiene il colore molto meglio;


1 commento:

  1. Arrivo sempre con un bel po' di ritardo, ma complimenti per l'Opera!

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