sabato 15 dicembre 2012

Odissea, intanto






Da un po' di tempo a questa parte, se le condizioni a contorno lo consentono, mi metto a dipingere ascoltando un audiolibro. Ormai riesco a farlo solo nel fine settimana, ma quando funziona è un bel modo di fare due cose insieme: se ascolto qualcosa dipingo meglio perché l'ascolto impone un ritmo di lavoro più pacato, un atteggiamento più prudente, me la prendo comoda e faccio meno cazzate. Nell'insieme può anche darsi che dipinga male, per limiti miei, o molto lentamente, ma tutto il rituale ha un che di benefico e finché dura intendo approfittarne. 

Leggere un libro comodamente seduto in poltrona, oppure a letto prima di dormire è abitudine d'altri tempi, non mi riesce più, non mi ci rilasso abbastanza, a meno che non sia in ferie. D'inverno costruisco una pila di libri, d'estate la demolisco una pagina alla volta. E' così da anni, non me lo spiego del tutto ma mi ci adeguo, cos'altro potrei fare?

Gli audiolibri sono stati una bella rivoluzione, in questo senso. Non avrei probabilmente mai trovato modo di affrontare volumi della portata di Caos Calmo o de Il cacciatore di aquiloni se non avessi potuto ascoltarli mentre guidavo o disegnavo. Certo, non sempre ho fatto scelte così azzeccate: La Lettera Scarlatta è certamente un buon romanzo, ma si è rivelato assai poco adatto alla guida, non saprei spiegarlo, magari è solo perché la storia non mi prendeva, in effetti mal tolleravo tutto quel bigottismo e le interminabili lagne del reverendo Dimmesdale, ma ad un certo punto (sulla A1, più o meno all'altezza di Roma) mi sono ritrovato a sperare che la storia finisse al più prestol'ho portata a termine più che altro per senso del dovere, a botte di caffè: del resto il viaggio era lungo e dovevo conservare La coscienza di Zeno per il ritorno. 

Quando si tratta di avere un sottofondo per dipingere preferisco di solito i libri lunghi, quelli che ti accompagnano per settimane e settimane; mi piace affezionarmi ai personaggi, seguirne la crescita nel corso del tempo. In questo senso la trilogia di Millennium si è rivelata una bella esperienza.  

Da tempo volevo provarci con l'Iliade e l'Odissea. Come succede per la maggior parte di quei libri di cui sentiamo parlare a scuola o dai quali sono state tratte negli anni varie versioni televisive, anche questi due capisaldi della letteratura occidentale erano finiti zitti zitti tra quelli che davo per acquisiti, senza tuttavia averli mai letti. Immagino succeda anche per la Divina Commedia o I Promessi Sposi, ad esempio. E' quasi brutto dirlo, ma se ci pensate bene vedrete che è così anche per la maggior parte di voi.  

Comunque ho rimandato per un po' ad acquistarli; avevo qualche perplessità riguardo alla forma in versi. Per quel che ricordavo l'Odissea era qualcosa del genere: 

Musa, quell'uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra
Gittate d'Ilïòn le sacre torri;
Che città vide molte, e delle genti
L'indol conobbe; (...) 


Come ho detto, io intendevo ascoltarlo mentre facevo altro, quindi mi serviva qualcosa di appena appena più scorrevole, diciamo. Non volevo imbattermi in qualcosa come "Deh! parte almen di sì ammirande cose" e alzare la testa di scatto per chiedermi "che cazzo ha detto?". Lasciare il pennello, pulirsi le mani, riavvolgere... figuriamoci. 

La soluzione c'era, comunque. Ed era questa:




Si tratta della registrazione di una performance teatrale cui hanno preso parte una ventina di attori bravissimi che si avvicendano e qualche volta duettano; per la lettura è stata utilizzata la traduzione di Emilio Villa che ripropone in prosa i versi di Omero. Sentite come suona lo stesso brano già citato tradotto in una forma più snella e attuale: 

Era un grand’uomo, straordinario giramondo:
espugnata la sacra rocca di Troia, era andato
pellegrino, ramingo, correndo palmo a palmo
il mare: scoprì città, conobbe l’indole di genti
e nazioni.  Ora, o Musica dea, ora ispirami
su costui (...)

Voglio dire, è lo stesso brano di prima ma... non è come aver soffiato via la polvere? Così si lascia leggere molto meglio, non c'è dubbio. E se poi te lo legge qualcun altro mentre tu fai cose diverse, tanto di guadagnato. Il tutto dura più di tredici ore, naturalmente io l'ho distribuito in vari fine settimana, perlopiù mentre dipingevo melograni, e non mi è dispiaciuto, di tanto in tanto, riascoltarne alcune parti.
Per diversi giorni casa mia è stata piena di voci tonanti ed espressive che evocavano Ciclopi e Sirene e Divinità capricciose, Proci, ecatombi, eroismi e usanze antichissime; e dal momento che nella registrazione si avverte anche la presenza del pubblico, si sente distintamente, verso il finale, l'intera platea trattenere il fiato - nemmeno più un colpo di tosse che sia uno - nell'ascoltare la storia di una rivalsa vecchia di tremiladuecento anni.

Non so cosa ne pensassero i miei vicini di tutto quel declamare, ma io me lo sono spassata alla grande.

Se siete curiosi, ecco un assaggio; è il brano in cui Ulisse (che in questa versione conserva il suo nome originale di Odisseo) descrive a Penelope il letto nuziale, come prova della sua identità.





Non sta a me recensire un lavoro così articolato e ben aldilà delle mie inesistenti competenze, non saprei da dove cominciare; però posso affermare di essermi divertito molto sia nella lettura dell'opera in sé, che è davvero epica e ricca di invenzioni, sia nell'ascolto delle diverse interpretazioni degli attori, perché ho un debole per le belle voci. Nell'insieme un'ottima esperienza che mi ha messo a confronto con la mia crassa ignoranza in fatto di mitologia greca; affacciarmici  ha rivelato territori sconfinati che probabilmente non riuscirò mai ad esplorare completamente; per ora ho messo mano all'Iliade (che, voi mi insegnate, è il prequel dell'Odissea - a dirla tutta non ho mai disprezzato il film Troy, pur con tutte le licenze che si concede) e spero di trovare un giorno o l'altro una bella interpretazione delle Metamorfosi di Ovidio.

Poi che c'entra, non sarebbe male, tra un ascolto e l'altro, portare a termine qualche quadro, per esempio. 


* * *

Le traduzioni riportate sono tratte da qui.
L'immagine in apertura è tratta da qui.


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