martedì 22 gennaio 2013

Brancolamenti clandestini


Prima della pausa natalizia avevo messo lì un post che era per metà una lagnanza delle mie, per l'altra metà un banale aneddoto, anch'esso dei miei - leggasi: senza capo nè coda - e questo insieme di lagnanza e aneddoto se n'è rimasto lì per un bel pezzo col titolo "Dicembre". Forse l'avete letto, forse no, ora come ora spero ve lo siate perso. Vado a spiegare: capita che a volte mi venga voglia riscrivere, per i motivi più disparati. Nel farlo non cambio la sostanza, semmai un po' la forma, sposto, cancello e così via.

Non mi sono quasi mai preoccupato di dare notizia di queste mie losche, incessanti manovre, un po' perché l'evidente autocompiacimento che questa operazione implica, evoca morbose operazioni onanistiche; un po' perché mi piace l'idea di disseminare piccole o grandi modifiche che potrebbero sorprendere il lettore affezionatissimo, quello ideale, che torna sui post vecchi per rileggerseli pure a distanza di tempo; quel lettore, insomma, che sta nel cuore di ogni blogger e probabilmente solo lì.

Insomma, mi va a genio l'idea di manomettere - comunque con coerenza - l'archivio del mio blog, cambiare titoli, spostare paragrafi, cancellare interi blocchi. E mi piace l'idea di non lasciarmi dietro troppe cose venute-meno-bene-di-come-mi-sarebbero-venute-se. Pubblico poche cose nuove, ma trascorro molto tempo a rifinire le vecchie.

Ha senso? Probabilmente no, tutto è perfettibile, pure questo bizzarro perfezionismo, ma non è questo il punto. Il punto è che ho riscritto la seconda parte di Dicembre (eliminando di conseguenza l'originale) e se ne avete voglia lo trovate qui, subito dopo gli asterischi. Se non ne avete voglia giuro che è uguale, come ho detto è solo uno dei miei aneddoti senza senso, e di certo non vi perdete nessuna novità.



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