martedì 26 marzo 2013

La novità (2)


Si parlava di sigarette elettroniche. Aggeggi controversi. Il giovane titolare del negozio dal quale mi rifornisco di liquidi vaporizzabili ha pressappoco l'aspetto di un James Spader da giovane. 

So il fatto mio, credo.
Non sempre capisco quel che dice, perché parla molto, molto in fretta e non si stanca mai di rispondere a domande che nessuno gli ha posto, si parla addosso, parla addosso a chiunque, parla pure mentre ti interrompe, ed io non ho certo voglia di starlo a sentire. Nei momenti di maggiore impeto gli viene questa faccia:

Mi lasci finire, prego...

Però è simpatico. Uno dei suoi sermoni preferiti ruota attorno ad un argomento che gli sta particolarmente a cuore: "la sigaretta elettronica non ti farà smettere di fumare". Poi racconta l'aneddoto in base al quale egli stesso avrebbe smesso per mezzo della sigaretta elettronica, ma avrebbe poi ripreso a fumare (però di meno) circa un annetto dopo. Sulle prime questo suo modus operandi m'era parso un poco autodistruttivo, ma a furia di sentirgli ripetere lo stesso racconto ad ogni occasione, alla fine ho compreso: non vuole rotture di coglioni. Nel senso che non vuole vedersi entrare in negozio un ex ex-fumatore che gli dica: "tu mi avevi garantito che...! e invece...! Voglio indietro i miei soldi, bastardo!". Quindi il ragazzo, giustamente, antepone le mani.

Dico la mia, per quel che vale.

A parte in una o due occasioni, tipo cena con amici (dei quali almeno uno fumatore), non tocco sigarette vere da più di un mese. Poi, magari, dopo tutte queste chiacchiere domani ci ricasco e ciao. Ma intanto è un mese che non lascio un foglio da cinque sul banco del tabaccaio. Un mese che me ne vado in giro come un cherubino, circonfuso da una candida nuvoletta di vapore il cui odore mi dicono essere simile a quello dello zucchero filato. Figurati.

Ora, quanto allo smettere di fumare, al cercare di smettere, sono un esperto. Me ne intendo, perché ho smesso una volta, poi ho smesso altre volte, e così via, quindi so tutto sulla dipendenza dal fumo. Allen Carr ha smesso una volta sola, poi ha scritto un libro su come smettere ed è diventato miliardario. Forse un giorno anche io scriverò un libro su come smettere di fumare (e uccidere il proprio capo) e vivere felici, diventando miliardario. Una vecchia battuta simpaticissima recita: "smettere di fumare è facile, io l'ho fatto mille volte". Ah ah! Ma la verità è che smettere una volta richiede un grande sforzo, mentre smettere molte volte ne richiede molti di più. Non voglio fare lo spiritoso, dico sul serio. Lo dico perché le prime due settimane di astinenza sono le più difficili, quindi chi spesso smette si sottopone spesso alle settimane più difficili, non si gode quel bel momento della famosa terza settimana in cui inizierebbe il tratto in discesa. Al contrario, ricade nel vizio e fuma sentendosi un perfetto coglione, poi rismette e così via. Smettere molte volte vuol dire patire una mancanza senza mai godersi una vittoria, vuol dire prendersi il peggio dello smettere, vuol dire alternare periodi di privazione a periodi ad autostima-zero: serve carattere, per affrontare tutto questo. A confronto di ciò, la forza di volontà necessaria a smettere la prima volta e per sempre è una barzelletta bella e buona. Io ci sono passato e so quel che dico, che ci crediate o meno.

Altrove affermavo di averle provate tutte, il che è vero, se si escludono l'agopuntura e l'esorcismo. Il libro di Allen Carr lo conosco ormai a memoria. L'ho letto tutte le volte che ho provato a smettere e comincio a dubitare che le soluzioni proposte non facciano al caso mio. A parte il bell'intervallo di due anni, ho smesso per periodi anche lunghi, tipo un mese, ma anche in quel mese bene o male non passavano mai quarantotto ore senza che chiedessi ad una qualunque anima pia di offrirmi una sigaretta, che regolarmente ottenevo. 

Il problema di quando smetti, sulle prime, è che il tempo non ti passa mai. Funziona così: un giorno smetti e ti senti un grande. Ti senti non fumatore, ti senti pulito, ti sembra siano passati giorni e giorni dal momento dell'ultima sigaretta, poi guardi l'orologio e scopri che invece sono passate si e no due ore e venti. Mastichi gommine, cerchi di pensare ad altro, ti alzi dalla sedia, scalpiti, cerchi un pacchetto che non c'è, torni a sedere... guardi l'orologio e sono passati altri tre minuti. Alè. Pensi che il tabaccaio non sia poi così lontano, e basterebbero pochi euro a risollevarti la giornata, comprarti un pacchetto da dieci, l'ultimo, e rimandare a domani il tuo proposito di smettere: in fondo fumi da anni, che differenza vuoi che faccia un altro giorno? Quelle fetenti fetecchie da cui stai cercando di allontanarti cominciano a sembrarti via via meno fetenti. Addirittura invitanti... appetitose. Il crepitio della brace... l'acredine... Ma tieni duro! E decidi di resistere ancora. E in tutto questo passa un altro minuto. E via così. Uno strazio.

Il problema, quando smetti, sono tutti quei fottuti minuti, uno dietro l'altro. E due settimane sono lunghe, se le trascorri guardando l'orologio. Sono una eternità. 

Tornando al giovane con la faccia da James Spader, chiariamo una cosa: ha ragione. E non solo perché dall'inizio di questa storia abbiamo fatto anche un poco amicizia, tra un monologo e l'altro. Il fatto è che la sigaretta elettronica non ti farà smettere di fumare, ed è vero. Perché non contiene nessuna favolosa pozione assumendo la quale ti trasformerai di colpo in un non-fumatore. Ciò non avverrà. Non funziona così. Se vuoi smettere il grosso del lavoro devi farlo tu, sempre e solo tu, punto. Però a differenza di tutti gli altri ausili per smettere (cerotti, gomme, vareniclina), la sigaretta elettronica ti aiuterà a non fumare (che non equivale a smettere, anche se la differenza è sottile), minuto dopo minuto, tentazione dopo tentazione, non-sigaretta dopo non-sigaretta. E questo aiuta. Perlomeno sta aiutando me. 

* * *

Siccome sfumacchiare con questo aggeggio è cosa fuori dal comune, mi capita di attirare l'attenzione. Di conseguenza sento un mucchio di pareri basati sul sentito dire. Sono i miei preferiti. 

- Ho letto che esplodono! - mi ha detto qualcuno. 
- Dice che fanno male, forse peggio! - mi ha detto qualcun altro.  
- Secondo me son tutte cazzate! - ha sostenuto un'altra voce.
- Per ognuno che passa a quelle merde da froci, io perdo un cliente! - ha detto il mio tabaccaio, praticamente ringhiando.
- Non cercare di smettere, smetti! - mi ha detto Morpheus, e d'accordo, questo potrei anche averlo sognato. 
- Ma se contiene comunque nicotina cosa risolvi? - ha detto il mio barbiere (serafico); eravamo fuori dal suo negozio e lui stava tirando davanti a me voluttuose boccate da una sigaretta arrotolata a mano. Che io guardavo con occhio cupido, devo dire. 


A lui e a tutti gli altri ho risposto con la stessa noncurante alzata di spalle. Cercare di convincere qualcuno di qualcosa è una perdita di tempo. 



1 commento:

  1. After doing some online research, I got my first electronic cigarette kit off of VaporFi.

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