venerdì 26 aprile 2013

L'uomo nell'armatura - Iron Man 3




Ieri sera son stato a vedere Iron Man 3, ed è più o meno da subito dopo la fine dei titoli di coda che mi rimpallo questo pezzo. Perché mi rendo conto che alla fine ogni possibile considerazione su un film si possa riassumere nella risposta alla seguente domanda: "ti è piaciuto?". 

Facciamola breve: nel caso di Iron Man 3 la risposta è sì. Senza tanti "ma" con cui tirarla in lungo.

E' divertente e spassoso, molto meno drammatico di quanto il trailer porti a credere; contiene azione, effetti spettacolari, grandi esplosioni, ottimi dialoghi, qualche momento comico; dura parecchio, ma scorre via senza annoiare nemmeno un minuto. Chiariamo subito una cosa: l'armatura ha quasi unicamente la funzione di espediente narrativo utile a sbloccare la situazione nei momenti di stallo, un deus ex machina propriamente detto che, se non altro, fornisce il pretesto per scene di lotta e salvataggio che in normali film action non riuscirebbero accettabili. E veniamo finalmente al punto: la cosa più importante che si possa dire su Iron Man 3 è anche quella che potete leggere un po' ovunque, se ne avete occasione: non è un film di supereroi; è un film d'azione incentrato sulla figura di Tony Stark. Il quale Tony Stark è, a questo giro, molto meno egomaniaco e borioso e di conseguenza molto più simpatico del solito; è sempre lui, geniale, accattivante e parecchio sopra le righe, ma è anche preso malissimo per via di certi attacchi di panico conseguenti all'epica battaglia finale in The Avengers. Sta nel letto grande con Gwyneth Paltrow ma a quanto pare non la sfiora da mesi, non dorme più e se dorme fa incubi ansiosi in cui precipita o va a schiantarsi. Ha perso un po' della sua spocchia (ma non tutta, tranquilli); nonostante questo la responsabilità della salvezza del mondo grava interamente sulle sue spalle, e pur armato quasi unicamente del suo genio non si tira indietro. Come si fa a non volergli bene? 

Il film vale completamente il prezzo del biglietto, fino all'immancabile scenetta finale dopo i titoli di coda; se potete risparmiatevi pure l'eventuale spesa aggiuntiva  per la versione in 3D; non serve a niente, tanto per cambiare.

* * *

Una breve digressione riguardate il reparto femminile del film: 

Oltre alla già citata Gwyneth Paltrow, che qui mi fa il favore di svolgere l''intramontabile ruolo di damigella in pericolo


abbiamo la gradita partecipazione della bellissima Rebecca Hall; ogni volta che strizza leggermente gli occhi in quella maniera tutta sua, non so bene perché, provo un vago vuoto allo stomaco. 


E poi c'è anche lei, che manco conoscevo. Pare si chiami Stephanie Szostak e per la verità sta sullo schermo pochissimo tempo, ed è cattivissima. Sarò strano io, ma in quei pochi momenti l'ho trovata adorabile.



1 commento:

  1. ottima recensione, mi hai convinto vedrò il film

    p.s. l'avrei visto comunque :-P

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