domenica 30 giugno 2013

Un'altra pin up

Mentre l'estate continua a farsi beffe di noi imponendoci pioggerelle a sorpresa e temperature ottombrine, io dedico gli ultimi residui del mio tempo libero ad esercitarmi con l'acquerello, e naturalmente mi guardo bene dal discostarmi dal mio tema preferito: le pupe con poca stoffa addosso. 


Anche questa volta più che di acquerello puro si tratta di una tecnica mista: c'è la china di contorno e poi un poco di acrilico qua e là. Ma fa lo stesso. Noterete che, forse per la prima volta nella storia di questo blog, la ragazza non ha il seno scoperto. Avrei voluto che lo avesse, ma mentre passavo in scooter da Piazzale Michelangelo in uno dei rari pomeriggi caldi di questo giungo infame, una signorina ha attraversato le strisce ed era abbigliata più o meno così (tranne il cappello); quando mi sono riavuto ho quindi deciso all'istante che la visione era stata una specie di messaggio dal cielo. Dio la benedica. 

Nel seguito di questo post, alcune note sull'origine di questa mia ultima creatura. Procedo con lo spirito del neo-papà che propina a tutti le centomila foto del suo figliolo sbrodolante. 

Qualunque cosa io faccia davanti ad un computer, tengo sempre carta e matita sottomano: serve a sfogare la mia grafomania. Di solito disegno senza pensarci più o meno le stesse cose, prevalentemente anonimi volti di fronte o di profilo ma anche altre parti del corpo, braccia maschili, busti femminili, insomma, fuffa che non serve a niente e che di solito finisce nel cestino. Una volta su cento però può darsi che uno di questi scarabocchi si presenti meglio di altri. In quei casi rarissimi lo metto da parte. 


Non so perché questa in particolare mi abbia suggerito una possibile continuazione, saranno state le pistole, non so. Ci vedevo un po' di Vartàn e un po' delle belle pin up di Altuna, ma naturalmente erano cose che vedevo solo io. Fatto sta che quando ho avuto un minimo di tempo, ho ridisegnato la figura in grande (vi prego di non far caso ai piedi enormi).  



Questo è quello che i professionisti chiamano bozzettaccio; io credo di averne parlato in uno dei miei post di qualche anno fa: il bozzettaccio serve a mettere insieme l'idea definendo per grandi linee i contenuti dell'immagine. Un professionista avrebbe probabilmente approfittato di questa occasione per delineare anche l'ambiente circostante, magari cogliendo l'opportunità di "raccontare" una storia attraverso i dettagli della figura e del suo contesto: chi è la ragazza? cosa fa in quella posizione? in che epoca siamo? perché ha cinturone e pistole? dov'è il cavallo? è rimasta a piedi o prende il sole? è da sola o c'è qualcun altro? 
Io me ne sono fregato, continuando anche in questo secondo step a concentrarmi solo sulla tipa. In fondo volevo arrivare ad ottenere un disegno sul quale potermi esercitare con il colore, per cui ogni considerazione d'altro genere è stata rimandata a data da destinarsi. 




















Arrivato ad un certo punto ho cambiato idea sull'abbigliamento, per via di quella visione descritta all'inizio, ma visto che c'ero ho modificato anche l'ambiente. Di conseguenza sono sparite pure le pistole. Al secondo disegno avevo anche iniziato a dare il colore, ma poi mi sono reso conto che lo sfondo faceva veramente pena, per non parlare del segno. Ancora una volta ero vittima della mia fretta, fretta dovuta alla necessità di sfruttare ogni minuto disponibile tra, per esempio, la cena e l'ora di andarmene a dormire. Così, armato di pazienza, ho ridisegnato la figura migliorando leggermente lo sfondo e curando meglio il segno.



Quando mi sono sentito soddisfatto del risultato (e anche sufficientemente stufo), ho finalmente scansionato il disegno. Successivamente l'ho stampato su carta per acquerello. Il vantaggio di questo procedimento è che puoi sbagliare a dare il colore tutte le volte che vuoi visto che l'immagine è riproducibile all'infinito. Per me la grande svolta è avvenuta intorno alle due di notte di mercoledì scorso, quando ho scoperto che l'inchiostro della mia stampante Canon non si scioglieva con l'acqua, se solo gli davo il tempo di seccare per bene. Maledetta fretta. 



4 commenti:

  1. Innanzitutto "Bravo"!
    Ti stupirò ... molto bella anche la versione con la camicia aperta, trasmette una sensualità innocente e intrigante al tempo stesso.
    Mi ricorda certe eroine dei fumetti del Lanciostory: un po' indifese e un po' provocanti.
    Farla anche così sa troppo di lavoro in serie?!
    Amanda

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  2. Sfondi una porta aperta, guarda.

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  3. ottima... Mi piace quando ti vedo tornare alle tue vere passioni creative!

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