domenica 28 luglio 2013

Instagram

Mi sono sempre tenuto alla larga dai Social Networks; ho un profilo twitter con un altro nome che tuttavia non aggiorno mai (lo usavo per commentare in diretta i film d'azione insieme ad altri esaltati sparsi per la penisola e oltre); quanto a Facebook, non sono mai riuscito a farmelo piacere e tutt'ora non ho un account, anche se a causa di ciò, a quanto pare, mi perdo un sacco di cose interessanti. Per quanto mi riguarda un blog basta e avanza; è sufficientemente desueto da essere congeniale ai miei gusti, ci scrivo la mia robaccia, piaccia o meno. Il recente (quasi forzato, direi) acquisto di un smartphone in sostituzione del mio vecchio Nokia C3 mi ha proiettato dentro il magico mondo di WhatsApp, e ci ho messo davvero poco a diventarne schiavo. Certe malattie, su di me attecchiscono ad una velocità impressionante. A parte questo, avevo sempre provato una certa attrazione per Instagram. Mi piaceva l'idea di un blog fotografico estemporaneo. E insomma, la notizia è che mi sono creato un profilo Instagram; e anche se non ho ancora la più pallida idea di come funzioni esattamente l'aspetto sociale dell'applicazione, ho iniziato a postare alcune foto come viene viene. 

Non so se avrò la pazienza di seguirlo. Né quali contenuti avrà, se ne avrà. Posso immaginare che gli argomenti trattati saranno più o meno quelli di sempre, ovvero: 

le minchiate che faccio;



la mia fiera tamarràggine;




le inevitabili buffonerie;




varie ed eventuali:




Per ora risparmiatevi la fatica di cercarmi su Instagram, i contenuti sono già tutti in questo post. Più in là vi farò sapere.




4 commenti:

  1. oh almeno su Instagram ti si vede. Se ti registri anche su Facebook puoi socializzare con molte squinzie. Il problema non è il social netowork in sé ma l'uso che ne fai. Con moderazione è un modo carino per comunicare con amici vicini e lontani,.... o fare amicizia

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  2. "Squinzie"... Gesù, non lo sentivo dagli anni ottanta. Vedremo per il resto, e intanto grazie.

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  3. Sull'ultima ho rischiato di cappottarmi dalla sedia (più per l'abito che per il fatto che sembri essere appostato su un tetto - o forse per la combinazione delle due).

    E comunque username, veloce, perdio.

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  4. C'è sempre una storia, dietro ogni foto, ranji; non fare l'errore di chiedermi di raccontartela. Potrei farlo. :-)

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