sabato 24 agosto 2013

Citazioni (2)

Guidavo a velocità moderata nell'inferno giallo dei primi di agosto sulla A1, direzione sud, il braccio fuori a captare gaudente il caldo folle che ascendeva dall'asfalto fuso; da qualche parte dentro il cruscotto della mia auto Toni Servillo mi faceva la cortesia di leggermi un libro intanto che io guardavo la strada. D'un tratto venivo sorpreso dal seguente brano, che ho trovato corroborante come un caffé doppio all'Autogrill.

  "Feci quello che avrebbe fatto ogni uomo col cuore in mano. Mi misi ad aspettarla al bar del desiderio, quello che per lei era il bar della meritata vacanza.
   Il guaio morboso e perverso di quelli come me è che quando attendono non sanno fare altro che attendere. Non sanno distrarsi. Cosicché non bevevo, non mi guardavo attorno, non mangiavo, non pensavo, solo fissavo quel portoncino affollato di bouganville, con il battito cardiaco accelerato. Semplicemente attendevo che uscisse, sentendomi come la nobile diciottenne al ballo delle debuttanti. Profumavo di me stesso, ma non ne avevo coscienza e mi crogiolavo nel pensiero del profumo di lei che forse... sicuramente avrebbe disinnescato congegni, ne ero convinto, avrebbe messo parole definitive sulla costellazione delle sensazioni che gli uomini possono provare per le donne, avrebbe messo i puntini sulle i col suo profumo che solo immaginavo e ancora non conoscevo. Troppo sicuro che la delusione era una parola sconosciuta nel vocabolario di lei. Piuttosto ero io che dovevo organizzarmi per non deluderla, ma non riuscivo ad elaborare strategie, perso com'ero in un'attesa che, ecco fatto, deludente non fu.
   Mi apparve e fu un maremoto dell'anima. La mia. Come dire, non ci conoscevamo, ma quell'incontro fu come il sudato capitolo iniziale dopo che hai trascorso tanto tempo a raccogliere appunti. Fu la parola: si parte. Un viaggio di cui non conoscevi la destinazione, solo la sensazione di due strade nette e casuali che sarebbero state intraprese: o la morte o la vita.
   Si mosse verso di me con la coscienza del giorno qualsiasi, non sapeva che stava andando incontro al suo nuovo destino, il mio. Io questo lo sapevo, ma solo un cretino potrebbe pensare che questo era un punto di vantaggio a mio favore. Quando palpeggi il lancinante dolore dell'amore non ci sono vantaggi, né vinti, né vincitori. Solo vita e coniugazione o morte e distacco. Solo questo. Il resto è passatempo rancoroso che lascia il tempo che trova. Che ti lascia sterile con niente in mano in un mondo di individui che, chissà perché, vogliono sempre tenere qualcosa tra le mani."

(Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione

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