sabato 31 agosto 2013

Citazioni (3)

Mentre ancora dormivo mio padre m'aveva proposto d'andare al mare; si trattava di una proposta delle sue, di quelle che giungono troppo presto la mattina, alle quali sì e no rispondo con uno sguardo bovino che lui interpreta per sì. Il cielo era coperto a tratti e tirava una brezza lieve, in pratica la giornata ideale, diceva lui, per fare due passi al mare, al fresco, oppure a leggere il giornale lasciandosi levigare i piedi dalla spuma frizzante. Un romantico. Memore d'una mattinata analoga di qualche settimana prima, in cui egli aveva di fatto letto il giornale tutto il tempo scordandosi di me e io avevo sbadatamente lasciato a casa il mio libro per poi uccidermi di noia, m'ero trascinato alla libreria in soggiorno abbracciandola come fa il naufrago al relitto; ne avevo cavato fuori un volume a caso: qualunque cosa sarebbe stata migliore delle risorse interiori di cui potevo disporre a quell'ora. E' così avvenuto che su uno scoglio basso, sfogliando pigramente, mi sia caduto l'occhio sul seguente brano, invero già letto in gioventù, bello e a suo modo cupo, come una nuvola che passi sul sole. 

"In quali termini scrivere a un uomo simile, che evidentemente aveva sbagliato strada, che si poteva commiserare ma non certo aiutare? Consigliargli forse di tornare a casa, trasferire qui la propria esistenza, riannodare tutte le antiche amicizie - cosa a cui non si frapponevano ostacoli - e, per il resto, fidare nell'appoggio degli amici? Ma era come dirgli, in parole tanto più umilianti quanto più erano gentili, che i suoi tentativi erano falliti, che ormai era meglio vi rinunciasse, che doveva non solo tornare in patria, ma anche sopportare di esser guardato da tutti con tanto d'occhi come un rimpatriato; che solo i suoi amici avevano un po' di buonsenso, mentre a lui, ragazzo invecchiato, non restava che seguire il loro esempio: rimanere a casa e cercare di far fortuna. Ed era poi sicuro che, mortificandolo così, avrebbe raggiunto uno scopo? Forse non sarebbe neppure riuscito a farlo tornare - non diceva lui stesso che ormai le abitudini della patria gli tornavano incomprensibili? - ed egli nonostante tutto sarebbe rimasto là, nel suo paese straniero, amareggiato dai consigli e ancor più freddo verso gli amici. Che se invece ascoltasse davvero i suggerimenti e, rientrato qui, si riducesse più che mai a mal partito - non per colpa di nessuno, s'intende, ma per ragioni obiettive -, e allora non potesse più ritrovarsi negli amici ma neanche fare a meno di loro, e soffrisse umiliazioni, e insomma rimanesse davvero senza amici nè patria, non era allora molto meglio che se ne stesse all'estero, là dov'era? Date queste circostanze, come si poteva pensare che qui sarebbe riuscito a cavarsela?"
(Franz Kafka, La condanna)


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