martedì 10 settembre 2013

Citazioni (4)

Uno dei momenti assolutamente non-significativi di questo ultimo viaggio a Parigi è stato quando ho accompagnato certi membri (più o meno anziani) della nostra comitiva alla toilette pubblica che c'è nel parchetto alle spalle della Basilica del Sacro Cuore, sulla collina di Montmartre. E' un bel posto, Montmartre, una vista mozzafiato sulla città che si estende, letteralmente, a perdita d'occhio. Bel posto, dicevo, ma anche nei bei posti ti scappa, e del resto chi ero io per giudicare quegli anziani? Se conoscevo la collocazione della toilette era perché c'ero stato cinque minuti prima di loro. Un custode di colore mi aveva spiegato il significato delle tre spie luminose sulla porta: rosso "occupato";  giallo "sta pulendo"; verde "puoi entrare". Dopo aver accompagnato questi signori ero rimasto ad aspettare, per assicurarmi che nessuno restasse chiuso dentro. Il vano della toilette era poco più grande di una bara, e quando la porta si chiudeva sembrava l'incubo di un claustrofobico. Metteteci gli eventuali odori, che a causa della mia anosmia, potevo solo immaginare, e il gioco è fatto. Mi sono tornate in mente le parole di Süskind, che descrive un colorito panorama olfattivo un attimo prima di collocare l'ambientazione a Parigi. 

"Al tempo di cui parliamo, nella città regnava un puzzo a stento immaginabile per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone; le stanze non aerate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell'umido dei piumini e dell'odore pungente e dolciastro di vasi da notte. Dai camini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo di solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati; dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali. Puzzavano i fiumi, puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c'era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l'apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d'estate sia d'inverno. Infatti nel diciottesimo secolo non era stato ancora posto alcun limite all'azione disgregante dei batteri, e così non v'era attività umana, sia costruttiva sia distruttiva, o manifestazione di vita in ascesa o in declino, che non fosse accompagnata dal puzzo."

(Patrick Süskind, Il profumo)

In seguito avrei saputo che mentre io e il gruppetto di signori che erano con me commentavamo la funzionalità delle tre spie luminose sulla porta della toilette, la vera storia si svolgeva altrove. Ma tipo che, all'ingresso della basilica, una anziana sconosciuta si era sentita male a causa del mix di caldo e calca, ed era stramazzata al suolo battendo la testa. Uno dei membri del mio gruppo, un medico, e per la precisione il medico di mio padre, s'era fatto largo a gomitate in quella bolgia di turisti sudati, e le aveva prestato il primo soccorso tenendole la mano pasciuta fino all'arrivo delle autorità. Questo fatto mi sarebbe stato raccontato in serata. E prima di addormentarmi avrei concluso che se un domani dovesse giungere la tanto sospirata Apocalisse, io probabilmente me la perderò perché sarò chiuso in bagno.

4 commenti:

  1. Scusa Allez, non ho potuto leggere questo post. Non avevo un computer a disposizione, ero chiuso in bagno.

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  2. ma quando ti deciderai a scrivere un libro?

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  3. Ci sto pensando seriamente. La storia si sta profilando, più di una, vicende lontane e simmetriche, ma al momento è una cosa così corale e ampia che quasi quasi mi spaventa.

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