mercoledì 12 febbraio 2014

Un post del tutto inutile


Ogni tanto mi ricordo di avere un blog, un blog dal quale manco da mesi, e per questa ragione ogni volta che mi ricordo d'avere un blog la prima cosa di cui avrei voglia di scrivere è per l'appunto il fatto di avere un blog e di mancarvi da mesi; e magari tentare di spiegarne il perché. Ma poi, spiegarlo a chi, mi dico? Il contatore in fondo alla pagina registra da tempo cifre prossime allo zero. Sono finiti i tempi luminosi in cui il via vai dei lettori portava a registrare picchi vertiginosi di trenta visite giornaliere, e anche se la gran parte di quelle trenta visite erano pur sempre mie, provavo ugualmente una grande soddisfazione. In fondo a questo serve un blog: uno ci scrive la sua robaccia, poi passa il resto del tempo a contemplarsi l'ombelico sperando che qualcuno passi da lì, legga le sue farneticazioni e dica "figo!". Per anni è stata la mia massima aspirazione, in ambito letterario. Era anche il modo più veloce per conquistarsi la mia incondizionata simpatia, dirmi di avere letto le mie cazzate e di averle in certa misura apprezzate. Non era importante farlo per davvero, non era nemmeno importante che io ci credessi, ma funzionava alla grande lo stesso. 

Parliamoci chiaro, questo non è più un blog, è il fantasma di un blog, che ha fatto prematuramente la fine di milioni di altri blog sulla rete: è stato abbandonato dal suo stesso autore sull'autostrada del web. Forse è perché la vita si è fatta troppo incalzante (dice), o forse è perché l'autore (io, nello specifico) si è reso conto di non avere più molta voglia di correrle dietro col taccuino in mano (dice). Forse semplicemente l'autore ha altro da fare. Di fatto sono da qualche mese impegnato in cose che mi interessano di più e che sottraggono tempo allo scrivere. Di queste, alcune sarebbero private e/o riguarderebbero anche altre persone, per cui non ne parlo, altre sono in una fase troppo embrionale perché ne possa parlare senza avere la sensazione di tirarmi i piedi da solo, e quindi non ne parlo, e altre ancora non sono cambiate rispetto a prima per cui non ha senso parlarne; e infatti - come vedete - non ne parlo. 

Una delle cose che non sono cambiate è il mio pregnante pessimismo: non c'è niente da fare, sono fatto così. La mia visione tendenzialmente cupa e amarognola dei fatti della vita, ad onta di ogni evento, fosse anche positivo, per dire, mi porta a considerare vuota la metà non piena del bicchiere, e a guardarmi intorno alla ricerca di una bottiglia; che poi puntualmente non trovo. E con questo non voglio dire che ho ripreso a bere, malgrado le apparenze, anche se in parte sì. Per dire, se vedessi il bicchiere mezzo pieno potrei pensare che il fatto di non avere tempo di scrivere avrebbe di positivo il fatto di fare un milione di altre cose più interessanti: eppure non posso fare a meno di pensare a tutti quei blogger che pur facendo cose interessanti trovano comunque il tempo di parlarne e condividerle. Io non ci riesco, alla soglia dei miei quarant'anni mi ritrovo a dover accettare il fatto di riuscire a dedicarmi solo ad una cosa alla volta, ed entusiasmarmene per periodi brevi. Qualcuno potrebbe dirmi che è un lusso già così. Ci risiamo, quindi.

Tutto questo lungo discorso per dire che ci sono, sto bene grazie. E per il resto questo è un post del tutto inutile, poiché non risponde ad alcuna domanda e non dice nulla che abbia senso sapere. Tornerò a scrivere? Non lo so. Tornerò a disegnare donnine con le tette al vento? Non lo so (ma mi piacerebbe). Tornerò a lagnarmi di questo e quello? Non lo so. Per ora sono troppo impegnato a riprendere in mano alcune vecchie cattive abitudini, a fare le ore piccole perlopiù a vuoto e rispondere con una alzata di spalle o qualcosa di altrettanto vago a tutti coloro che mi domandano che fine io abbia fatto ultimamente. 

2 commenti:

  1. Ero indeciso se commentare o meno perché se un post veramente inutile deve essere, non dovrebbe nemmeno avere un commento... Però ho deciso di scrivere per rovinare l'inutilità di questo post, ma soprattutto per dimostrarti che qualche lettore c'è sempre che passa di qui...

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  2. Grazie, caro. Sotto sotto ci contavo... :-)

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