giovedì 1 maggio 2014

Pittura digitale (3)




Quando mi capita di mostrare a qualcuno i miei ultimi lavori ho sempre l'impressione di scorgere in costui una certa confusione di idee, specialmente quando aggiungo che si tratta di pittura digitale. Pare che la confusione derivi dall'accostamento stesso dei due termini, pittura e digitale. Sintetizzando: fin dove è merito del pittore, e dove cominciano i meriti della macchina? In che modo il computer ti semplifica la vita, e fino a che punto? La situazione peggiora, poi, nei casi di pittura digitale iperrealista, e chiedo scusa per l'uso forse inappropriato del termine. E' un dato di fatto che, a tutta prima, l'immagine sembra una fotografia, e solo un esame più attento ne rivela la natura. Il malcapitato di turno, a quel punto, non vuole esprimere a parole l'idea che quel furbastro di un pittore abbia semplicemente preso una foto e l'abbia in qualche modo elaborata fino al punto da farla sembrare qualcos'altro, lo pensa ma non lo dice (per la verità c'è anche chi lo dice apertamente, ma sorvoliamo). 

La confusione è comprensibile, tutto sommato, ma quando mi trovo a spiegare nel dettaglio di avere in effetti dipinto io quella data illustrazione, limitandomi ad adoperare pennelli e colori digitali invece di quelli tradizionali, la confusione diventa prudente scetticismo. L'interlocutore a quel punto ne sa quanto prima, ma si guarda bene dall'approfondire, per evitare - ne sono certo - di essere sepolto da una valanga di ulteriori spiegazioni ugualmente incomprensibili. 

Se questi dettagli non vi spaventano, di seguito troverete alcune spiegazioni. 

Innanzitutto ci vuole una tavoletta grafica e un buon software. Poi si comincia esattamente come si farebbe con una normale matita. Di solito, per me, in questa fase nascono e muoiono la maggior parte delle idee, che stia lavorando su carta o su computer. Difficilmente sono soddisfatto dei miei schizzi, lo devo ammettere. Inoltre sono poco paziente, ma non perché abbia fretta: sono convinto che una bella immagine debba nascere ben sin da subito, e se nelle prime fasi non sento nascere alcuna magia tra me e il dipinto, è inutile star lì a forzare la mano.


Inutile aggiungere che quando si tratta di lineamenti è impossibile non ispirarsi ad una o più fotografie, che di solito tengo aperte sul monitor accanto. In questo caso l'ispirazione è stata buona sin da subito, e lo schizzo si è assestato nel giro di un'oretta. Continuava a piacermi anche dopo averlo ripulito e ripassato con un segno più sintetico. L'immagine a questo punto è pronta per essere dipinta.


Uno dei tanti vantaggi offerti dal computer è la possibilità di lavorare su livelli diversi, sovrapposti l'uno all'altro. In questo caso il livello che contiene il disegno è separato da quello dello sfondo e da quello del colore. Aggiungo luci e ombre su ulteriori livelli, che poi miscelo in vari gradi di opacità, fino a quando non sono soddisfatto. Adopero un pennello piuttosto morbido del quale posso cambiare facilmente la dimensione agendo con la mano sinistra sulla tastiera. Inoltre lavorare in digitale permette di cambiare idea e tornare indietro senza compromettere la freschezza o la pulizia del lavoro precedente. Ho trascorso un po' di tempo faccia a faccia con google, alla ricerca di occhi verdi che mi ispirassero abbastanza. 




I capelli sono stati la parte più lunga. Ho calcolato d'averci impiegato qualcosa come otto ore, naturalmente distribuite in più sessioni. Se avete l'impressione che i capelli siano disegnati uno per uno, sappiate di non essere molto lontani dalla verità. Una mia amica, tempo fa, sosteneva che a suo avviso dovevo avere un debole per le ragazze more, dal momento che la maggior parte delle mie pin-up ha i capelli scuri. Questa immagine mi ha permesso se non altro di dimostrarle cosa intendessi, quando sostenevo che i capelli biondi erano molto più difficili da rendere. Vedete quella ciocca isolata sulla spalla sinistra della ragazza? Ho dovuto rinunciarci perché non riuscivo a renderla abbastanza soffice e cominciavo ad averne abbastanza. Quando passi una domenica pomeriggio a dipingere capelli, cominci sinceramente a sospettare che qualcosa nella tua mente si stia modificando per il verso sbagliato.



L'ultimo passaggio consiste nel cercare di rendere la pelle più realistica e meno "plasticosa", attraverso l'aggiunta di una sottile grana, rughe minuscole appena visibili, e altre piccole "imperfezioni" come efelidi più o meno accentuate, un vago rossore sugli zigomi eccetera e altri toni di colore che possano contribuire a rendere più viva l'immagine. Alla fine sono abbastanza contento di come mi sia venuta la pelle del volto, ma credo ci sia ancora spazio per ulteriori miglioramenti, secondo me. Se sarà così o meno lo giudicheremo insieme quando posterò la prossima pupa. Non l'ho ancora cominciata, ho solo una certezza, a riguardo: sarà mora. 


  

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