giovedì 23 aprile 2015

Un giorno




Non conoscevo Nicholls, ma poi mi è letteralmente capitato per le mani "Noi", che mi è piaciuto abbastanza da volerne sapere di più. Da lì a "Un giorno" il passo è stato breve. E per una coincidenza che ha dell'incredibile, l'ho finito l'altro ieri e la sera stessa ne davano in tv il film tratto da. 
Con la Hathaway, per inciso. Il film mi è piaciuto così così, credo abbia inciso molto l'effetto "rimpatriata", e poi la sceneggiatura era dello stesso autore... insomma, non posso essere obiettivo.  

Per quanto riguarda il libro, ho già detto altre volte di non saper scrivere recensioni, quindi sarò breve: dire "mi è piaciuto" in qualche modo non rende l'idea. Non parlo dell'essermi strappato i capelli, parlo di quell'impalpabile senso di vuoto che ho provato subito dopo aver chiuso il libro. Parlo d'averne sentito immediatamente la mancanza. E' una cosa che non succede sempre, non succede nemmeno spesso, ma ogni tanto per fortuna succede, e quando succede mi piace molto. L'ultima volta che mi è capitato di chiudere un romanzo a malincuore è stato questo inverno, con il bellissimo "Spavento" di Domenico Starnone, un lavoro che ho trovato straordinario. Ma quella è tutta un'altra storia. 



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