martedì 28 maggio 2013

Inesplicabili creature


Da qualche settimana, in palestra, mi alleno con l'amico W.  

Questa modalità di sfiancamento a corpo libero mi piace, pur faticosa, perché ho idea mi stia facendo perdere peso ad una velocità maggiore e nello stesso tempo mi ritrovo in tarda serata coi muscoli tesi e doloranti che è un piacere. 

Ma a parte la tachicardia, l’affanno e le stelle cadenti ai margini del campo visivo, gli allenamenti con l’amico W. offrono anche altri vantaggi: il primo è che pur essendo egli piazzato e massiccio come un macigno, è comunque un poco più basso di me, il che mi fa sentire (e spero apparire, anche) maestosamente alto;  in secondo luogo l’irsuto e roccioso amico W., a dispetto del suo aspetto, ha una particolarità degna d’esame: ispira fiducia alle ragazze.

In più di una occasione l’ho visto salutare confidenzialmente sconosciute che io, al più, sbirciavo da lontano, quasi sempre di nascosto. E qualche volta ho visto donne in vario grado di beltà farglisi prossime per chiedergli consigli su questo o quell’allenamento. Non mi spiego il fenomeno: possibile che possa dipendere dalla maturità suggerita da quel principio di sale e pepe sui capelli rasati quasi a zero? Oppure dipende dalla competenza che l’amico W. dimostra senza farne sfoggio, nel seguire me o altri e gratis, negli allenamenti?  O magari sarà per via della semplicità dei suoi modi, dal suo non cercare il contatto a tutti i costi, e una volta ottenutolo non varcare mai il limite dell’invadenza… O dalla peculiare qualità dei suoi complimenti lasciati cadere con distratta noncuranza; o forse, infine, non è niente di tutto questo e il suo punto di forza sta in quel vello virile e scuro che si porta sugli avambracci di cemento?

Dio lo sa. Più di una volta gli ho chiesto di mettere da parte le flessioni e le trazioni almeno per un minuto, e dirmi bello chiaro quale fosse il suo segreto. Quale segreto, mi ha risposto lui, ridendo sotto i baffi che non ha. Nessun segreto, ha aggiunto, riprendendo i piegamenti. Ma come nessun segreto, ho protestato io. Vengo qui da un anno e mezzo, ho spiegato, e nessuna, sottolineo nessuna che m’abbia mai rivolto la parola, e di sicuro mai di sua spontanea volontà.

Naturalmente alla mia esigente autostima avrebbe giovato poter credere che nel dinamico duo formato da me e dal monolitico W. quello bello fossi io. Sono più giovane, e perdio sono anche più alto. E nei momenti in cui mi sentivo particolarmente in forma e particolarmente in armonia col mondo maschile e femminile tutto, arrivavo a figurarmi d’essere io il reale obiettivo di quei discreti abbordaggi, e che il consiglio tecnico chiesto da queste sconosciute all’amico W. fosse solo uno scontato pretesto con il quale raggiungere me. Sarebbe stato bello, anche solo convincersene. Ma questa illusione, anzi questo progetto di illusione non ha tardato a naufragare nei marosi dell’esperienza maturata sera dopo sera. All’arrivo costoro lanciavano un “ciao” al nostro duo, e benché anche io rispondessi educatamente al saluto era chiaro, dalla direzione precisa del loro sguardo, che di quel ciao non me ne toccava manco una fetta. A stento davano segno d'avermi percepito, se non come mero ostacolo sul percorso, tal quale ad una colonna o una panca o Dio sa che. E quando queste si avvicinavano a W. intendevano proprio parlare con W. 

L’ultima di queste giovani, una certa L. coi capelli neri e un musetto in cui ho voluto vederci tanto di carino quanto di dispettoso, s’è avvicinata a me e all’amico W. mentre eravamo a terra a fare dieci piegamenti io, cinquanta piegamenti lui. Lei ha buttato lì un ciao, in un tono che non m'è sembrato d'esordio, insomma, mi sono detto flettendomi, probabilmente lei e W. si conosco già da tempo, forse persino da una settimana.


Lei butta lì nel mezzo un ciao e noi ci rialziamo, e nel mezzo secondo che impiego a riconquistare la posizione eretta L. mi sta già dando le spalle, e mi ritrovo al cospetto del tatuaggio che ha sulla schiena, da scapola a scapola, raffigurante un paio d'ali aperte. Cosa avrebbe fatto lei se le avessi piazzato la schiena in faccia? L’idea è di andarmene, e all’istante, pure. Invece l’amico W. fa un tentativo, per la verità neppure molto gradito, di trattenermi tirandomi in mezzo alla conversazione con un pretesto qualunque. Rispondo con un sorriso, lei si gira e si accorge che ci sono pure io, guarda un po', nemmeno so ancora come si chiami e lei, tranquilla tranquilla mi domanda: - Lo sai a quale attore assomigli, tu?

- A quale attore? – chiedo di rimando, sinceramente incuriosito.

- Quello che ha fatto Una notte da Leoni. 

Non ho visto il film, ma ci metto un secondo o due a metterlo a fuoco.





































Zach Galifianakis, si chiama. E per la cronaca, non m'assomiglia penniènte.

L'amico W. che è esperto in moltissime faccende di vita ma non si intende molto di cinema, fraintende la cosa, registra solo la parola notte e il riferimento ai leoni; mi da una pacca sulla spalla, mi strizza l'occhio e mi dice: "Mica male, eh?"
L. invece ridacchia. Ha il collo sottile. Un minuto prima potenziale argomento del mio lirismo, ora esile collo attorno al quale una sola mano basterebbe, per strozzare la dolce L.

- Forse hai ragione - dico, facendo il tono di chi si sta divertendo un mondo. - Col vostro permesso vado in bagno.

 Zach Galifianakis, penso, grattandomi la barba.





Zach Galifianakis...



Uno di quei momenti in cui m'avrebbe fatto comodo una risposta pronta. Tipo dire a W. vado in sala attrezzi, raggiungimi quando hai finito di dar da mangiare alle galline. Invece niente, solo quel moscio "vado in bagno", solo la ritirata, è il caso di dirlo.

Razza di troia, penso. Che simpatica persona. E me ne vado in sala attrezzi. 





4 commenti:

  1. ... ma tu sei molto più bello! e sicuramente più alto!
    ... pensa che chi disprezza compra...

    Ben scritto mi hai fatto morire dal ridere!

    Dovresti fare anche tu una foto in vasca da bagno, oppure in una tinozza di plastica blu, con le paperelle e metterla accanto a quella che c'è già, invitando i/le lettori/lettrici a trovare le differenze. Se poi il senso del pudore ti frena puoi indossare un costume da bagno dei primi del '900 o un costume da supereroe.
    :-)


    Alice

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  2. La foto con le paperelle ce l'ho, ma per ora me la tengo per me. Grazie per l'appoggio.

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  3. Una notte da leoni 3 esce oggi nei cinema italiani ... http://www.youtube.com/watch?v=E3w6X455IiM

    Pensaci!

    Alice

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  4. ahahah!! forte!!! pero' non ha tutti i torti la fanciulla.. qualcosa c'è.. :-))

    graziella

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